lunedì 10 settembre 2007

Les Enfants du Paradis (4)

Solimano
Quando "Les Enfants du Paradis" uscì alla sala Madeleine di Parigi successero tre cose.
La prima, che raddoppiarono il prezzo del biglietto, con la scusa che il film era lungo il doppio.
La seconda, che introdussero la prenotazione dei posti numerati. Oggi è normale, allora fu una eccezione che non si ripetè per decenni.
La terza, che il film in quella sala fu proiettato per cinquantaquattro settimane di seguito.

Quindi, un grande successo popolare, e in questo vedo una caratteristica francese: era andata così nell'Ottocento per i libri di Victor Hugo, in particolare per "I miserabili", e per La Commedia Umana di Balzac, lasciando stare Sue e Dumas, che sono su un altro piano.
Qualcuno ha fatto un accostamento a "Via col Vento", ma non c'è piena corrispondenza, prima di tutto perché il successo di Via col vento fu essenzialmente popolare, mentre Les Enfants du Paradis coinvolse anche tutto il mondo intellettuale, poi perché Via col vento fu un successo mondiale, mentre questo film è tipicamente francese, infine, perché non c'è Rossella O'Hara, qui il vero centro del film non è Garance, come alcuni sostengono, ma è Baptiste, anche perché è difficile trovare qualche interpretazione paragonabile a quella che fece qui Jean-Louis Barrault, il vero grande attore di questo film: anche Arletty e Pierre Brasseur non arrivano a tanto, lei perchè quella di Garance è una parte bellissima, ma sempre la stessa e Brasseur perché piace troppo fin da subito, ma è un piacere di superficie che non commuove mai. E' Baptiste, l'Uomo Bianco, quello che ci prende nel profondo.

Vediamo alcune delle celebri frasi di Prévert.

"Paris est tout petit pour ceux qui s'aiment, comme nous, d'un aussi grand amour."
Frédérick rivolge questa frase a Garance la prima volta che la incontra, Garance la gradisce ed i due se la rimpallanno spesso durante il film. La frase ha un notevole sostrato ironico, visto che i due, anche se ogni tanto vanno a letto insieme, non si amano, si trovano reciprocamente gradevoli, tutto qui.

"Je pense, par exemple, qu'il existe un peu partout dans le monde des amoureux qui s'aiment sans se le dire, ou qui se le disent avec des mots simples, des mots de tous les jours. J'trouve ça beau." Così Garance a Frédérick, che è un notevole chiacchierone, aiutato dall'essere l'idolo del Théatre du Mélodrame, in cui le tirate attoriali sono la regola. Frédérick non vive più come persona, ma esclusivamente come attore. Assai notevole il momento in cui si rende conto che Garance ha sempre amato Baptiste: lì per lì va quasi fuori di testa e sembra gelosissimo, poi, con un notevole colpo di reni, si ricorda che il suo obiettivo è recitare l'Otello di Shakespeare e pensa che la situazione di gelosia che sta vivendo lo aiuterà ad essere più credibile nella parte.

"Croyez, monsieur, que je serai sensible à l'honneur que vous me ferez en envoyant dans l'autre monde un homme qui n'est pas du vôtre." Così Frédérick a Mornay, che crede che sia lui l'amante di Garance e lo vuole sfidare a duello. Mornay è un assassino, tale e quale Lacenaire: quando qualcuno gli dà fastidio o sorride a Garance, lo sfida a duello, da lui vinto in partenza, vista la sua competenza con le armi.

"Vous avez la tête trop chaude pour moi, Pierre-François, et l'cœur trop froid, j'crains les courants d'air. J'tiens à ma santé, à ma gaieté." Così Garance a Lacenaire, a suo modo anche lui innamorato di lei. E' il modo per dirgli che ha perfettamente capito che lui è omosessuale.

Baptiste a Garance: " Je tremble parce que je suis heureux et je suis heureux parce que vous êtes là tout près de moi. Je vous aime et vous Garance, m'aimez-vous ? " e Garance, sempre molto diretta, obietta che lui parla " comme un enfant, c'est dans les livres qu'on aime comme ça, et dans les rêves, mais pas dans la vie !" E ancora Garance gli dirà: " Je vous en prie Baptiste, ne soyez pas si grave, vous me glacez. Il ne faut pas m'en vouloir mais je ne suis pas... comme vous rêvez. Il faut me comprendre, je suis simple, tellement simple. Je suis comme je suis, j'aime plaire à qui me plaît, c'est tout. Et quand j'ai envie de dire oui je ne sais pas dire non." Ma Baptiste non capisce, e se ne va nella notte, in cui più tardi arriva Frédérick... Credo che abbiano tenuto dei convegni di studio per chiarire i motivi per cui Baptiste non capisce. Per me è paura, semplicemente paura, anche se Daniel Gasiglia-Laster ha scritto su CinémAction: "Baptiste qui respecte Garance ne la comprend pas et ne devine pas ce qu'elle attend de lui. Il l'imagine conforme aux stéréotypes de la femme idéale, complique les choses, alors que la jeune femme, elle le dit elle-même, est simple".

Quelle che personalmente preferisco sono due frasi di Nathalie. Ecco la prima:
"Qu'est-ce que tu as Baptiste ?... Tu as quelque chose ! Tu es beau... Tu le sais bien que tu es beau puisque tu es beau mais aujourd'hui tu es plus beau que tous les autres jours. "
E questa è la seconda:
"Mais je me moque moi que tu m'aimes bien, ce que je veux c'est que tu m'aimes."
Nathalie doveva esser un personaggio laterale, ma così non è stato. Molti dicono Garance, Garance, ma sotto sotto si sentono più vicini a Nathalie. L'ammirazione per Garance è intellettuale, quella per Nathalie, semplicemente umana.

Poi ci sarebbero le influenze dei grandi pittori e scultori dell'Ottocento francese, ma mi sono preso forse troppo spazio e ne parlerò fra qualche tempo, intanto, chi non ha mai visto il film se lo veda!
Ho parlato poco di Marcel Carné, è giusto che chiuda con lui. La situazione di Marcel Carné mentre girava questo film è stata espressa benissimo da Léon Barsacq : "Carné est charmant mais complètement hypnotisé par son film, rien d'autre ne compte pour lui et c'est tout juste s'il ne trouve pas que les gens continuent à faire la guerre spécialement pour l'emmerder !"

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